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Lama Mocogno - Pievepelago

Via Vandelli

Storica via settecentesca che collegava Modena a Massa attraversando le montagne del Frignano. Ancor oggi si possono percorrerne alcuni tratti.

La via fu costruita dal 1739 al 1752 per volere di Francesco d'Este, il cui intento era quello di permettere al granducato di Modena di avere un accesso al mare entro i propri confini. L’obiettivo era creare una via di comunicazione diretta fra le province di Modena e Massa Carrara, attraverso l'Appennino tosco-emiliano. Il Duca incaricò della costruzione della strada l’Abate Domenico Vandelli che ne disegnò il tracciato prevedendo l’attraversamento delle montagne del Frignano, il valico a San Pellegrino in Alpe e il successivo accesso alle Alpi Apuane e alla Garfagnana fino a Massa.

La via, impervia nel suo tracciato e bloccata dalla neve in inverno, fu utilizzata raramente. I banditi erano una minaccia per i viandanti che la percorrevano e presto cadde in stato di degrado, sostituita in seguito dalla più moderna via Giardini. Dopo la costruzione, iniziata nel 1766, della via Giardini, in pochi anni fu abbandonata da viandanti e commercianti.

Oggi la Vandelli è sicuramente un grande patrimonio storico e paesaggistico. Lunghi tratti della vecchia strada sono ancora percorribili ed è possibile riconoscere l'antica carreggiata ancora ben conservata, con i muretti laterali in sasso e l'originaria massicciata, sebbene il percorso originario sia stato in parte cancellato, in parte ricalcato dalla viabilità successiva.

Nel Comune di Lama Mocogno

Esistono ancora due tratti originari della vecchia strada, percorribili a piedi o in mountain bike.

Il primo è quello che percorre il crinale di Borra, fra le valli del Mocogno e dello Scoltenna, giungendo alla frazione di Borra. Attraverso la strada asfaltata si prosegue passando Cà Don Carlo, (un bellissimo esempio di borgo rurale a corte chiusa con annesso oratorio) per poi riprendere la via che si snoda tra i fitti boschi della Fignola. In questo bellissimo tratto il fondo della Vandelli è uno dei meglio conservati, con ampie pietre lastricanti.
Un altro tratto originario è quello Santona - Piane di Mocogno. Oltre il "grotto" della Santona si riprende la Via Vandelli, che dopo una breve discesa inizia a salire fino alle pendici del massiccio del Monte Cantiere. Da qui si prosegue per il passo delle Cento Croci, dove si trova un minuscolo oratorio e da cui proseguono altri tratti della Via.

Nel Comune di Pievepelago

Dal passo delle Cento Croci si può proseguire sul vecchio percorso della Vandelli in direzione Pievepelago, la strada è percorribile anche in automobile, con un po' di cautela e non risulta particolarmente interessante.

Si ritorna al percorso originario in località La Fabbrica; era sicuramente la stazione più importante di questo tratto della via Vandelli. Conteneva la stanza del Duca, tuttora esistente, di proprietà privata. Interessante la fontana monolitica detta del duca. Un cippo bianco ricorda l'abate Domenico Vandelli "geografo e matematico della corte estense, l'architetto che realizzò l'omonima via".

Nelle vicinanze interessantissime sono le capanne celtiche di Casoni-Roncacci.

La Vandelli prosegue verso Sasso Tignoso, il percorso diventa più difficoltoso, specie nella parte iniziale, ma qui domina la magia del bosco con la varietà delle sue bellissime piante.
L'imponente ammasso ofiolitico di Sasso Tignoso si presenta con un aspetto caratteristico, legato all'originario ambiente di formazione. Si tratta di una delle rare rocce magmatiche, che si rinvengono nel nostro Appennino. La lava è fuoriuscita da fenditure del fondo oceanico durante il periodo Cretacico, circa 80 milioni di anni fa, dove oggi si estende il mar Tirreno per essere poi traslata nell'attuale posizione durante la fase di tettonica del Tortoniano, circa 10 milioni di anni fa.

Da Sasso Tignoso la Vandelli risale verso il crinale per raggiungere San Pellegrino in Alpe.

Scheda informativa

Scheda informativa
CittÓ/LocalitÓ
Lama Mocogno (MO)
Indirizzo
Via Vandelli
C.A.P.
41023
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ProprietÓ dell'articolo
data di creazione: martedý 26 agosto 2008
data di modifica: mercoledý 16 luglio 2014