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Nonantola

Villa Emma

In questa dimora ottocentesca vissero durante la seconda guerra mondiale 73 ragazzi ebrei profughi che grazie alla solidarietà della comunità di Nonantola sfuggirono alle deportazioni.
A Villa Emma s’intitola un Centro Internazionale per la pace e l’intercultura.

È forse la residenza signorile più importante di Nonantola, questa Villa costruita sulla via Mavora nell'ultimo Ottocento, per volontà del commendator Carlo Sacerdoti, di cospicua famiglia ebrea, che la dedicò alla consorte Emma Coen.

Progettata dall'ingegner Vincenzo Maestri, protagonista della cultura del revival architettonico nella Modena di fine Ottocento, la villa presenta una facciata con corpo mediano avanzante fra due ali laterali, traforato nel settore centrale da un porticato e da una soprastante loggia, a tre arcate. Altri porticati, con terrazze superiori, si aprono sui lati, conferendo all'imponente struttura un senso di permeabilità rispetto allo spazio circostante, in osmosi con il paesaggio.

Sull'onda del revival, le cornici marcapiano e i rilievi in cotto dei capitelli, dei fregi e delle cornici che ornano le aperture si rifanno a modelli rinascimentali, reinterpretati in chiave eclettica. All'interno, gli ambienti, con pavimentazione in "battuto alla veneziana", furono dipinti nei soffitti con piacevoli soggetti allegorici da Ferdinando Manzini, ornatista e scenografo del Teatro Comunale di Modena, e dal suo collaboratore Andrea Becchi, esponente di spicco della rinomata "scuola" di decorazione carpigiana attiva nell'Ottocento.

La villa fu dotata di una bellissima serra, sempre su progetto di Maestri, e di altri fabbricati di servizio, come la casa del giardiniere all'ingresso del parco, caratterizzata dalla torretta d'impianto quadrato, con belvedere, orologio e meridiana.

La memoria di Villa Emma è legata a un noto episodio di generosa solidarietà umana.

Fra il 1942 e il '43 la DELASEM, l'organizzazione per l'aiuto ai profughi ebrei in Europa, mise a disposizione di due gruppi di ragazzi ebrei di varia nazionalità Villa Emma. La villa accolse così 73 ragazzi, che all'arrivo dell'esercito tedesco vennero nascosti con l'aiuto dei cittadini nonantolani, e in particolare del medico condotto Giuseppe Moreali e del giovane parroco don Arrigo Beccari, riuscendo infine a porsi in salvo in Svizzera. Un episodio di grande solidarietà che da anni il Comune di Nonantola ha preso a cuore con la Fondazione Villa Emma.

La villa è oggi di proprietà privata e quindi non visitabile, ma la Mostra permanente su Villa Emma in via Roma 30-32 ripercorre la vicenda con immagini e documenti.

A partire da tale patrimonio di memoria e di azione solidale, la Fondazione fissa nei suoi scopi statutari “la difesa della dignità, dei diritti e della giustizia, […] la lotta contro tutte le forme di razzismo, […] la promozione e la difesa dei diritti di cittadinanza, […] l’attivazione di laboratori per la ricerca di nuove modalità di convivenza e di confronto”. Attualmente si lavora per dare seguito al progetto del Memoriale dei ragazzi ebrei salvati a Nonantola.

Scheda informativa

Scheda informativa
Città/Località
Nonantola (MO)
Indirizzo
Via Mavora, 39
C.A.P.
41015
Url / sito
Telefono
059.547195
Fax
059.896557
E-Mail

Itinerario

Ebrei e solidarietà

Note
Villa Emma è proprietà privata. Gli ampi locali sono usabili per meeting e incontri di lavoro, matrimoni, feste e cerimonie.
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Proprietà dell'articolo
data di creazione: giovedì 20 novembre 2008
data di modifica: martedì 2 dicembre 2014