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Montefiorino, Palagano

Via Bibulca – da Montefiorino a Palagano

È un antico tracciato romano percorribile da due buoi affiancati e quindi da carri; iniziava dalla confluenza dei torrenti Dolo e Dragone e conduceva dalla valle del Secchia al Passo delle Radici. Nel Medioevo divenne uno dei tracciati principali per il passaggio dall’Emilia alla Toscana.

La Via Bibulca inizia in località La Piana nei pressi della confluenza dei torrenti Dolo e Dragone. Il nome di quest'ultimo sembra derivare dal rumore del corso d'acqua dovuto, secondo gli antichi abitanti della valle, agli animali mostruosi della oscura Selva Romanesca (nell'alta Val Dragone; il toponimo ha origine da arimanno, cioè guerriero longobardo). Un'ulteriore interpretazione collega l'origine del nome al culto di Santa Margherita di Antiochia, vissuta nel III secolo d.C. e venerata anche in queste zone.

A poca distanza dal sentiero è possibile visitare la Pieve di Rubbiano, uno dei più rappresentativi esempi di romanico della provincia sia per la valenza architettonica e storica dell'edificio, sia per lo stato di conservazione. Dal sentiero l'oratorio di Madonna delle Grazie si mostra immerso nella vegetazione. Ristrutturato all'inizio del secolo, è affiancato da una bella torre campanaria con coperto a cuspidi.

A Costrignano, nel comune di Palagano, la chiesa parrocchiale è dedicata alla Santa e conserva nella facciata una formella di arenaria raffigurante un animale legato, nella iconografia tradizionale, alla figura di Santa Margherita: il drago.

Nel XII secolo Montefiorino si collocava in una posizione strategica di tutto rilievo, dominando le vallate del Dolo e del Dragone e trovandosi sulla Via Bibulca. L'Abate Guglielmo (rettore della Badia di Frassinoro) e Bernardo da Monteccucoli vollero erigere nel 1170 una torre quadrangolare attorno alla quale fu edificato il primo castello (XIII secolo) caposaldo della contesa tra il Comune di Modena e i feudatari del Frignano. La base della torre è ancora quella originaria, mentre alcuni portali e i conci irregolari sono testimonianza della costruzione del XIII secolo. Da giugno ad agosto del 1944 fu sede del governo democratico della Repubblica Partigiana di Montefiorino.

Vicinissima a Montefiorino si trova Vitriola, località menzionata per la prima volta nel 1054. Qui sorge la chiesa di S. Andrea, fondata in epoca matildica intorno al XII secolo, che conserva nello stato originale sia la fronte sia i fianchi. A Vitriola si possono tuttora ammirare begli esempi di case-forti (il Pignone e Cà Baroni), forme architettoniche tipiche del XIII secolo con funzione abitativa e di difesa. La concentrazione di queste strutture nella zona di Vitriola è dovuta al clima mite del quale essa godeva che favoriva lo sviluppo agricolo e comportava condizioni di vita meno misere rispetto ad altri luoghi. Tuttavia la ricchezza attirava razziatori e malviventi, per difendersi dai quali furono elevate le fortificazioni.

Il borgo di Serradimigni a Casola costituiva una filiale della Pieve di Rubbiano: in buono stato di conservazione, a ovest dell'insediamento, si trova l'oratorio settecentesco dedicato a S. Filippo Neri.

Il nome della località Mercato Vecchio deriva dal mercato (uno dei più importanti nelle terre della Badia di Frassinoro) che si teneva in questo borgo ogni secondo sabato del mese. La sua esistenza è documentata in un diploma del 1164, a firma di Federico I Imperatore, nel quale si legge "supra roccam de Metula in secundo sabbato uniuscuiusque mensis". Nel 1210 il borgo fu raso al suolo dai modenesi in seguito a un atto di ribellione degli uomini della Val Dragone nei confronti del "nunzio" mandato dal Comune di Modena a sorvegliare lo svolgimento del mercato.

Sulla destra orografica del Torrente Dragone sono presenti le uniche miniere del territorio modenese (nelle quali l'attività estrattiva terminò con la Seconda Guerra Mondiale). Le miniere sono situate nel comune di Palagano nell'Ofiolite di Boccassuolo, una formazione rocciosa di origine magmatica di tipo basaltico che ha avuto origine in seguito ad antiche eruzioni sottomarine. Le rocce ofiolitiche costituirono giacimenti minerari già sfruttati dagli etruschi: il toponimo di Palagano, voce di derivazione prelatina che significa epita d'oro, sembra indicare la presenza nel territorio di questo prezioso minerale.

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ProprietÓ dell'articolo
data di creazione: domenica 31 agosto 2014
data di modifica: mercoledý 3 dicembre 2014