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Pavullo nel Frignano

Verica

Località ridente e soleggiata, come sottolinea il significato del toponimo, fu nel Medioevo centro politico e religioso particolarmente importante. La chiesa di San Geminiano di Verica è stata una delle pievi più antiche del Frignano.

Località ridente e soleggiata, come sottolinea il significato del toponimo, fu nel Medioevo centro politico e religioso particolarmente importante. La famiglia dei "da Verica" era schierata nella fazione ghibellina e parteggiò per i Montecuccoli. La comunità era compresa nel feudo di Semese, che i Montecuccoli tennero fino al 1630 e poi scambiarono con Guiglia.

Chiesa parrocchiale di San Geminiano

Appartata rispetto al borgo, innalza la sua mole ottocentesca in un pianoro sulla valle del Panaro. L'odierno edificio ingloba resti di muratura romanica nel fianco e nel campanile, con frammenti lapidei scolpiti a intrecci, palmette e racemi del XII secolo. Citata infatti sin dall'XI secolo, la chiesa mostra nella nobiltà dell'arredo il suo importante ruolo nelle varie epoche. Pregevoli il fonte battesimale in arenaria, cinquecentesco, i riquadri dei Misteri del Rosario dipinti da Ascanio Magnanini da Fanano alla fine del '500, in un singolare gusto narrativo e didascalico e, nell'abside, il San Geminiano eseguito sulla metà del Settecento dal bolognese Antonio Crespi, figlio del celebre Giuseppe Maria. Ma la vera attrazione è costituita dal nucleo di statue cinquecentesche, il più cospicuo nella montagna modenese, che risente fortemente dell'influsso di Antonio Begarelli, il plasticatore che fu tra i massimi interpreti dell'arte di Raffaello in area padana.

A lungo attribuite al maestro modenese, queste statue imponenti, in terracotta dipinta, esprimono un calmo e solenne classicismo: la Madonna col Bambino, nella prima cappella di sinistra, San Bernardino da Siena, San Geminiano, San Sebastiano e San Rocco, nelle nicchie alle pareti e a lato degli altari, componevano un altare monumentale della Madonna del Rosario, documentato almeno dal 1638. Sempre di ispirazione begarelliana è il San Giacinto, in origine su altro altare. Settecentesche sono invece le statue di Sant'Antonio Abate, San Francesco di Paola e San Donnino, con intenti di ripresa del modello begarelliano.

Scheda informativa

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CittÓ/LocalitÓ
Pavullo nel Frignano (MO)
Indirizzo
Verica
C.A.P.
41026
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ProprietÓ dell'articolo
data di creazione: sabato 16 agosto 2014
data di modifica: mercoledý 3 dicembre 2014